Fonte termale di Vanzone con San Carlo, Monte Rosa

Terme del Monte Rosa, i progetti degli studenti del Politecnico di Milano

E’ avvenuta sabato 3 gennaio 2015 a Vanzone e successivamente anche alla Kongresshaus di Macugnaga, la premiazione del concorso di progetti “Oro rosso – Un complesso termale per lo sfruttamento dell’Acqua Vanzonis”, indetto alcuni mesi fa da Comune di Vanzone con San Carlo e Politecnico di Milano, Scuola di Ingegneria Edile-Architettura di Lecco.

Il progetto primo classificato, intitolato “AQUA DOCET”, realizzato da Alberto Claudio Proserpio e Michael Quarenghi, si è concentrato sull’impatto simbolico della possibile struttura, collocandola nel contesto urbano/ambientale sfruttando l’assetto morfologico per creare una vera e propria terrazza nel verde, con l’uso di materiali e design contemporanei (acciaio Corten, dal colore ferruginoso come l’acqua, ampie vetrate, ecc.), quasi alludendo a un “monumento” all’acqua stessa. Altra particolare caratteristica delle terme ipotizzate dai ragazzi: sono state pensate sia per uso terapeutico e ludico, sia per diventare potenzialmente un nuovo punto di aggregazione della comunità, con l’individuazione di una grande piazza pubblica in cima allo stabilimento.

Il progetto classificatosi secondo, “SPAV”, di Michol Panzeri e Alessio Galbiati, ha utilizzato invece materiali più tradizionali, come il sasso di rivestimento o il cemento (anche in questo caso è presente acciaio Corten), e ha focalizzato il proprio concept nella “cascata”. È presente infatti un collegamento stretto fra i piani della struttura con un sistema di cascate d’acqua molto interessante. La struttura segue poi un sistema a terrazzamenti, valorizzando i lineamenti del terreno dell’area già vincolata nel P.R.G. dietro la Casa di Riposo. L’elaborato ha analizzato la struttura anche da un punto di vista gestionale, spingendosi addirittura a ipotizzare il numero di addetti e medici da impiegarvi.

Entrambi i progetti portano a un costo preventivato per la costruzione dello stabilimento termale di circa 15 milioni di euro e individuano, come appoggio ricettivo, il primo un albergo diffuso mentre il secondo un hotel con alcune dependace raggiungibili dal centro curativo con un visionario ascensore-trenino a cremagliera.

I progetti, molto avveniristici ma per nulla impossibili da concretizzare, nonché la stretta collaborazione instauratasi tra amministrazione comunale e Politecnico di Milano (in particolare con i prof.ri Emilio Pizzi, preside della Scuola di Lecco, e Paolo Bossi, docente di storia dell’architettura) potranno portare alla progettazione preliminare dell’opera.

I PROGETTI SONO CONSULTABILI CLICCANDO QUI.

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