Fonte termale di Vanzone con San Carlo, Monte Rosa

Una società farmaceutica sfrutterà l’acqua di Vanzone

Dopo anni, le «Acque Vanzonis» saranno usate concretamente in ambito scientifico. A seguito dell’interesse manifestato dalla società Ibsa farmaceutici Italia, il Comune di Vanzone ha raggiunto un accordo per consentirne l’utilizzo. Saranno organizzati quindi alcuni incontri per stabilire i dettagli del rapporto, e le modalità con cui potranno essere utilizzate le acque della miniera «dei Cani». «E’ un passo importante – dice il sindaco Claudio Sonzogni – Si inizierà a conoscere concretamente questa nostra ricchezza. La società, inoltre, ha dimostrato interesse per ottenere autonomamente le autorizzazioni ministeriali per l’utilizzo delle acque in ambito otorinolaringoiatrico».

Le autorizzazioni per uso dermatologico e per malattie dell’apparato locomotore sono state ottenute dal Comune alcuni anni fa, non senza difficoltà burocratiche. Ma l’intero lavoro per dare concretezza allo sviluppo del paese attorno alla sua fonte termale va avanti. Le acque arsenicali ferruginose della fonte dei Cani hanno origine dalle antiche miniere aurifere omonime, sopra San Carlo. Una galleria profonda 340 metri rimasta chiusa per molti anni, poi bonificata. Le sue fonti sono state canalizzate fino al paese. Con 65 elementi metallici diversi, sono le più ricche di minerali al mondo.

«Gemelle» di Levico

Grazie alla loro proprietà, sono indicate per la cura di numerose patologie, e sono simili a quelle che alimentano le terme di Levico, in Trentino. L’utilizzo che ne farà Ibsa farmaceutici Italia valorizzerà scientificamente per la prima volta le proprietà della sorgente. «Parallelamente ci sono interessamenti nell’ambito della cosmesi – continua Sonzogni-. È inoltre in corso uno studio del Cnr di Verbania. Lavorano per comprendere l’assorbimento dell’arsenico nelle piante, nell’ambito della fitodepurazione».

Anche sulla «casa del Dottore», il centro sperimentale nel quale convergono le canalizzazioni, con tre vasche per balneo-fangoterapia, l’interesse non è calato. Il vero sogno di Vanzone, tuttavia, sono le terme, per le quali è già stato realizzato uno studio di fattibilità.

Lo scorso anno, in collaborazione con il Politecnico di Milano, era stato lanciato il concorso «Oro rosso», per trovare un progetto idoneo.

Il nodo dei costi

Il nodo, però, è rappresentato dai costi. «Le cifre per realizzare e gestire le terme sono alte, ed è pertanto fondamentale che l’opera sia finanziata anche dai privati- spiega Sonzogni -. Abbiamo fiducia nel progetto aree interne, che potrebbe darci una mano per lo sviluppo della nostra idea».

Da La Stampa del 7 dicembre 2015

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